PIANO D'AZIONE COMUNALE - ATTIVAZIONE DELLA MODALITA' EMERGENZIALE INVERNALE

Dal 15 ottobre e fino al 15 aprile  inizia pe il territorio di Sn Quirino il periodo di applicazione della modalità emergenziale invernale del Piano d’Azione Comunale (P.A.C.), adottato lo scorso 15 febbraio 2016, per il contenimento e la prevenzione  degli episodi  acuti di inquinamento atmosferico.

Il Comune di San Quirino ha aderito all’iniziativa assieme ai Comuni di Azzano Decimo, Cordenons, Fiume Veneto, Pasiano di Pordenone, Porcia, Pordenone, Prata di Pordenone, Roveredo in Piano e Zoppola.

Per il nostro territorio, solo in caso di previsione di superamento dei valori limite di polveri per la qualità dell’aria elaborata da ARPA FVG, si tratta di ridurre di due gradi la temperatura media nelle abitazioni con il divieto di superare i 20 gradi di temperatura massima impostata.

Negli edifici produttivi, industriali ed artigianali questa temperatura massima impostata non potrà superare i 18 gradi. In aggiunta, il Comune di Pordenone potrà adottare limitazioni alla circolazione tra il 15 ottobre e il 7 dicembre e tra il 15 gennaio e il 31 marzo.

Vi sono però diverse deroghe specifiche per edifici, impianti e casi particolari. Si invita pertanto la popolazione interessata a leggere il P.A.C. e la relativa Ordinanza di attivazione.

Inoltre non potranno essere accesi fuochi in campagna e l’accensione di eventuali falò epifanici  dovrà seguire  limitazioni e regole specifiche (Ufficio Polizia Locale 0434.916571 - e-mail polizia.municipale@comune.sanquirino.pn.it )

La mancata osservanza delle regole potrà comportare sanzioni.

Tutta la documentazione potrà essere scaricata dal sito web del Comune o ritirata in copia cartacea presso l’Ufficio Ambiente del Comune ove è già in distribuzione un opuscolo riassuntivo ed esplicativo sul P.A.C.

Tutto il materiale informativo potrà comunque essere inviato via e-mail a chi lo richiedesse all’indirizzo ambiente@comune.sanquirino.pn.it

Per avere notizia su eventuali previsioni di sforamento potrà essere consultato il sito ARPA FVG alla pagina: http://www.arpaweb.fvg.it/fcm/gmapsfc.asp

Ma l’attivazione di eventuali misure emergenziali sarà disposta mediante avviso di vigenza della specifica Ordinanza Sindacale.

Si ricorda che il P.A.C. contiene anche indicazioni per la tutela e il contrasto del superamento dei limiti di concentrazione di ozono in estate.

Ogni ulteriore informazione potrà essere richiesta presso lo stesso Ufficio Ambiente negli orari al pubblico (dalle 10,00 alle 12,30 dal lunedì al venerdì e dalle 16,00 alle 17,30 il lunedì e il mercoledì) ovvero chiamando il numero 0434.916542.

documentazione scaricabile relativa al P.A.C. di San Quirino

SCARICHI AL SUOLO DI REFLUI DOMESTICI ED ASSIMILATI

L'autorizzazione allo scarico al suolo di acque reflue domestiche e assimilate di servizi, cucine e bagni di abitazioni private e di immobili produttivi sono di competenza del Comune. La domanda va inoltrata in bollo da € 16,00 al Sindaco. Alla stessa va allegata una relazione tecnica descrittiva secondo le ultime disposizioni in materia, contenute nelle Linee Guida per il trattamento delle acque reflue domestiche per case singole o piccole comunità - LG 40.01 - Ed.1 - Rev.1 - del 13.11.2017, documento redatto da ARPA FVG per guidare i professionisti ad una efficace progettazione con l'obiettivo di soddisfare i contenuti di cui al Piano Regionale Tutela Acque adottato con DGReg  2673/2017. In tale Deliberazione sono inoltre individuate le misure di salvaguardia immediatamente applicata alla data di adozione.

Alla domanda va allegata una ulteriore marca da bollo da € 16,00 per la risposta, copia dell'estratto di mappa catastale con indicata l'ubicazione dell'immobile per il quale si chiede l'autorizzazione, copia della planimetria con indicato lo schema fognario da adottare. Il Comune potrà rivolgersi ad ARPA se ritenesse un parere tecnico dell'Agenzia.

L'impianto di trattamento e scarico dei reflui domestici ed assimilati deve inoltre rispondere ai contenuti della Delibera Interministeriale 4 febbraio 1977 “Criteri, metodologie e norme tecniche generali di cui all'art. 2, lettere b), d) ed e), della L. 10 maggio 1976, n. 319, recante norme per la tutela delle acque dall'inquinamento”.

Il Piano regionale di tutela delle acque (PRTA) è lo strumento previsto all’articolo 121 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 attraverso il quale le Regioni individuano gli interventi volti a garantire la tutela delle risorse idriche e la sostenibilità del loro sfruttamento per il conseguimento degli obiettivi fissati dalla Direttiva comunitaria 2000/60/CE.

 

 

LOTTA INTEGRATA ALLA DIFFUSIONE DELLE ZANZARE E ZANZARA TIGRE

ZANZARA TIGRE

Dopo essersi diffusa in tutti i territori limitrofi, la zanzara tigre ha colonizzato anche il nostro territorio, incidendo sulla stessa qualità della vita dei cittadini.

COS’E’ LA ZANZARA TIGRE?

La zanzara tigre (Aedes Albopictus) è un insetto di origine asiatica segnalato in Italia dal 1990 e rapidamente diffusosi in larga parte del teritorio nazionale.

Nel Friuli Venezia Giulia si è diffuso a partire dal 1995 ed oggi risulta presente in tutti i Comuni di pianura e in molti Comuni della pedemontana. Non solo è molesta ma può essere portatrice di contagi virali. E agenti patogeni.

CENNI DI BIOLOGIA ED ECOLOGIA DI AEDES ALBOPICTUS IN REGIONE

In Regione sono presenti circa una quarantina di specie di zanzare. Come per tutte queste specie, anche per  la zanzara tigre i primi stadi di sviluppo (larva e pupa) vivono nell’acqua stagnante.

La zanzara tigre depone le uova sulle pareti di qualsiasi piccolo contenitore di acqua (tombini, sottovasi, bacinelle, secchi, grondaie intasate, barattoli, pneumatici accatastati, ecc.), ma non colonizza larghi specchi d’acqua stagnante come stagni, paludi, pozzanghere e fossi.

E’ chiaro quindi che un territorio prevalentemente rurale fornisce le migliori condizioni ad una grande e facile diffusione.

Quando le uova vengono sommerse e vi sono condizioni ideali di temperatura e luce, esse si schiudono. Questo periodo ideale va da aprile ad ottobre. Una volta schiuse, l’adulto si sviluppa in circa 10 giorni. Dopo lo sfarfallamento e l’accoppiamento, le femmine ricercano il sangue necessario per la produzione delle uova. Le uova sono lo stadio con il quale la specie supera l’inverno.

INFORMAZIONI GENERALI

La zanzara tigre vive a stretto contatto con l’uomo e la maggior parte dei focolai di sviluppo sono creati dall’uomo stesso. Anzi gli studi e le osservazioni eseguite dalle Università e dalle Aziende per i Servizi Sanitari hanno dimostrato che i maggiori responsabili della difusione sono i focolai  situati nelle aree private e che bastano pochi focolai per infestare un intero quartiere. Nella lotta alla zanzara tigre è quindi essenziale la collaborazione dei cittadini poiché il trattamento delle sole aree pubbliche sortisce risultati scarsi e insoddisfacenti.

REGOLE DI PREVENZIONE DA OSSERVARE NEL PROPRIO TERRAZZO E NEL PROPRIO GIARDINO

  • svuotare almeno ogni settimana sottovasi, secchi, bacinelle, ecc.;
  • evitare la formazione di ristagni d’acqua, eliminando qualsiasi contenitore inutile o superfluo;
  • coprire accuratamente vasche e bidoni affinchè le zanzare non possano deporvi le uova;
  • controllare che le grondaie non siano intasate;
  • nel periodo aprile – ottobre trattare i tombini di raccolta dell’acqua piovana con un adatto insetticida reperibile presso la farmacie o i consorzi agrari;
  • introdurre nelle vasche chiuse, ove possibile, pesci (anche pesci rossi) che si nutriranno delle larve della zanzara;